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I costi folli dell’immigrazione in Italia e l’Europa fa spallucce

La corte dei Conti, in una deliberazione del 7 marzo di quest’anno, ha esaminato quanto è costata l’immigrazione allo stato Italiano tra il 2013 e il 2016 per quanto concerne l’accoglienza. Il numero di migranti sbarcati in Italia, tra il 2011 e il 2016 è triplicato (da 62.000 a 181 mila), mentre il numero dei minori non accompagnati tra il 2014 e il 2016 è raddoppiato (da 12 mila a 25 mila).  Nel 2016 le 2.332 strutture sparse per lo stivale, sono costate complessivamente 1,7 miliardi di euro, a cui dobbiamo aggiungere altri 762 milioni di euro per la mancata ricollocazione degli stranieri nei paesi di origine. Con un contributo insignificante dell’Unione Europea, meno del 3% che vale poco più di 38 milioni di euro. Totalmente diverso il costo giornaliero per migrante, a seconda dell’area geografica in cui veniva ospitato: nel 2013 a  4,97 euro al giorno a migrante in Sicilia e 11,63 euro per la Puglia, fino ad un massimo di 56,16 euro per l’Emilia Romagna!! Anche se per quanto concerne il sud la Corte dei Conti ha chiesto alle stesse Prefetture maggiori approfondimenti, ci sono state e ci sono svariate indagini in corso, perché alcuni dati non quadrano e addirittura per la Sicilia i dati delle prefetture vengono esclusi perché considerati inattendibili. Altissimi i costi economici affrontati dall’Italia anche per le richieste di asilo: dal 2008 al 20016 sono state presentate 340mila pratiche, con un costo di 69,3 milioni di euro, ovviamente a carico dello Stato italiano. Il problema è che le richieste accolte nel 2016 sono 36.660, appena il 46% del totale esaminato, ma di queste solo il 13% ha ottenuto lo status di rifugiato, gli altri protezione sussidiaria a aiuti umanitari. Dice la corte dei conti che  “I migranti che non hanno ottenuto alcuna forma di protezione (sussidiaria o umanitaria) diventano sostanzialmente irregolari. Poiché rimpatriarli è complesso e oneroso, essi restano sul territorio senza diritti, facilmente inseribili anche nei circuiti delle attività illecite e malavitose”.

La Corte dei Conti non può che bacchettare questa gestione con costi così alti, caratterizzata da una continua forma emergenziale e quindi non controllabile né ben gestibile e raccomanda anche  “evitare di riconoscere un ‘diritto di permanenza indistinto’ a tutti coloro che sbarcano e, quindi, ammettere un’accoglienza di molti mesi (se non anni) durante i quali i migranti, non avendone titolo, vengono inseriti anche nei percorsi di formazione professionale finalizzati all’integrazione, con oneri finanziari gravosi sul bilancio dello Stato”. Insomma se qualcuno di noi avesse avuti qualche dubbio sulla gestione fallimentare per gli italiani, non certamente per chi ci guadagna, del sistame immigrazione in Italia, ora può godersi anche la certificazione della corte dei Conti!  Chi avesse curiosità la potrà vederla per intero qui.

Non è un caso che Il MoVimento 5 Stelle, proprio pochissimi giorni fa, si è fatto promotore  di un regolamento che riduce gli abusi che hanno contribuito a sovraccaricare i sistemi di asilo degli Stati membri, restringendo in modo drastico i tempi burocratici su cui si è speculato in passato. Un passo in avanti enorme considerando che un Paese di primo approdo come l’Italia da anni sopportava il peso dell’inefficienza e dell’immobilismo normativo anche a livello europeo.

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