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Vita da portavoce: tassa di soggiorno, strutture ricettive e buchi neri

Ieri la VI Commissione Consiliare, di cui faccio parte, ha incontrato la D.ssa Arena, responsabile dell’area Turismo del Comune di Palermo. La richiesta di incontro è nata all’indomani dei dubbi sorti sull’utilizzo reale che fa il Comune di Palermo di questa tassa pagata dai turisti. Tassa di scopo, che può essere reinvestita esclusivamente per finalità turistiche che è disciplinata da un regolamento comunale. Ma qualcosa non quadra, qualcosa non va…. Intanto vi dico che a Palermo le strutture ricettive ufficiali sono 455, (76 alberghi, 259 B&b, 49 Case vacanza, 50 Affitta camere, 2 Camping, 7 Residenze turistiche, 3 Ostelli 9 Case per ferie), ma in realtà di strutture ce ne sono tantissime altre, basta guardare i siti specializzati. Le somme incamerate dalle tasse di soggiorno sono notevoli. 2014: 1 milione e 70 mila euro; 2015 1 milione e 780 mila euro (+ 9% anno precedente); 2016 un milione e 830 mila euro (+ 2,75 anno precedente); per il 2017 la previsione alla luce dei primi sei mesi già contabilizzati è di circa 1 milione e 800 mila euro. Il 10% di queste somme resta direttamente alle strutture ricettive; mentre il regolamento comunale che disciplina l’uso di queste somme, prevede che un altro 10%, sulla base dell’incasso annuale, possa restare alle strutture, che investano per migliorìe alle facciate o alle zone di accoglienza. Una somma assolutamente risibile rispetto alle opere che il regolamento chiede perchè possano essere erogate (rifare una facciata costa tanto!) tanto vero che solo in pochissimi casi questo rimborso è stato effettivamente erogato. I soldi effettivamente spesi dal Comune non corrispondono, purtroppo, a quanto effettivamente introitato. Nel 2014 sono stati spesi solo 175.000 euro a fronte di un incassato di 1.070.000 (come detto sopra); nel 2015 spesi 1.618.000 su 1.780.000 introitati; nel 2016 spesi circa 1.450.000 su 1.830.000. Ma la cosa interessante è vedere anche come sono state spese queste somme, cioè se in attività che hanno veramente a che fare con il potenziamento delle attività turistiche. E vi dico subito che già da una prima occhiata molte cose non ci convincono !! Oggi abbiao acquisito tutte le carte in cui si trovano le specifiche delle somme introitate, e dopo averle studiate con calma ne renderemo conto alla cittadinanza. E costringeremo anche il comune a farlo.
Informazione importante è che dal 1 luglio del 2017 anche chi offre la locazione breve, deve versare l’imposta di soggiorno, provvedimento che aumenterà le entrate per finanziare interventi in materia di turismo. Questo lo prevede un decreto legge, il 50 del 2017. Fino ad oggi chi aveva una casa per locazioni brevi e non aveva partita iva- perché le entrate della casa vacanza non erano il mezzo di sostentamento principale di chi le gestiva- non avevano nessun obbligo nei confronti dei comuni, ma solo verso la Polizia in quanto dovevano indicare i nominativi degli ospiti su un apposito portale. E poi ovviamente pagare le tasse all’Agenzia delle entrate. Da adesso in poi dovranno versare anche loro la tassa di soggiorno al Comune. E gli incassi lieviteranno, o almeno dovrebbero.
Altra domanda a cui vorremmo dare risposta è: ma come è possibile che tra il 2016 e la stima del 2017 nell’incasso della tassa di soggiorno non sembra esserci alcun aumento? Eppure la città è piena di turisti…. Di questo e di altre cose vi daremo informazioni certe!! #fiatosulcolloapalermo

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